C’è davVero vita oltre Facebook?

C’è davVero vita oltre Facebook?

Etichettato come una semplice alternativa ad Instagram, descritto come una potenziale minaccia per Facebook e Snapchat: Vero può diventare il social network del futuro? Lo stiamo testando per voi già da qualche settimana. Sarebbe stato facile lasciarsi trasportare dall’hype che ha promosso Vero come la piattaforma che “avrebbe cambiato il mondo dei social”… facile come lanciare i nostri smartphone dalla finestra all’ennesimo crash dell’applicazione nei giorni in cui i download erano così tanti da impedirne l’utilizzo. Vediamo quali sono le reali potenzialità di Vero e scopriamo se è realmente possibile che un nuovo social network possa rimpiazzare Facebook e Instagram.

Gratis per tutti! E poi?

Scaricato da oltre un milione di utenti, Vero è giunto alla ribalta solamente nelle ultime settimane nonostante sia disponibile ormai dal 2015. Il primo milione di utenti avrebbe avuto accesso gratuito per sempre alla piattaforma, ma non è dato ancora sapere il prezzo riservato a chi non godrà di questo benefit. La mole di utenti che hanno scaricato Vero, però, ha convinto i fondatori a protrarre il periodo di gratuità fino ad ulteriori aggiornamenti in merito. I continui esperimenti sul feed di Facebook o le modifiche al layout di Snapchat, sono stati probabilmente alcuni dei fattori che hanno convinto una buona fetta di utenti a sperimentare Vero. L’assenza di pubblicità, una home priva di contenuti sponsorizzati o influenzati da algoritmi in continuo mutamento ha senz’altro giovato al nuovo social network.

Come funziona?

Su Vero i contatti si dividono in quattro categorie (privati, amici, conoscenti e seguaci) così come il feed di contenuti relativo alle loro pubblicazioni. Sarà l’utente a decidere quale grado associare ai nuovi contatti e con chi condividere i propri contenuti. Il funzionamento di Vero non è molto diverso da quello di Instagram e Twitter. Le “pubblicazioni” (questo il nome dei post che l’utente crea) possono essere dei link, delle foto scattate dalla fotocamera o tratte dalla galleria, così come brani musicali (prelevati dall’archivio di iTunes, di default sull’applicazione), filmati, libri (catalogo di iBooks) o luoghi (pescando dal database di Foursquare). Il tutto ruota intorno all’utente, a ciò che pubblica e consiglia al resto dei suoi seguaci e contatti. Inoltre, Vero è privo di algoritmi che possano modificare il feed dei contenuti pubblicati. Il tutto mira ad avvicinare l’utente alla vita reale: un social che (paradossalmente) vuole essere meno social.

vero social

The dark side of the social

Dopo pochi giorni il numero di download è stato così alto che i server di Vero non hanno retto l’urto. Molti utenti hanno disinstallato subito l’applicazione e non si sono fatte attendere recensioni negative su App Store e Play Store.

vero social

Sull’App Store il numero di valutazioni ad una stella supera abbondantemente quello delle valutazioni positive.
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La situazione migliora sul Play Store, dove gli utenti si dividono tra chi la apprezza molto e chi la valuta negativamente

Come se non bastasse, su Twitter è impazzato l’hashtag #deleteVero dopo che alcuni utenti hanno evidenziato la difficoltà di cancellare il proprio profilo dagli archivi di Vero. Cancellarsi, infatti, non è un diritto… ma una richiesta. Per eliminare il proprio account bisogna aprire il menù a tendina centrale, selezionare “Elimina il mio account” ed inviare la propria richiesta. Il sistema, come si apprende dalla schermata successiva, prende in carico la richiesta: si riceverà una mail solamente quando  l’account verrà rimosso.

Alla campagna pro-cancellazione si sono aggiunte le controverse vicende legate ad uno dei fondatori. Dietro a Vero c’è Ayman Hariri, CEO e co-fondatore insieme all’impresario cinematografico Motaz Nabulsi e all’investitore Scott Birnbaum. Hariri (figlio dell’ex primo ministro libanese) è stato anche amministratore delegato di Saudi Oger, azienda edile fondata dal padre, imputata per aver sottopagato i suoi dipendenti e che ha chiuso i battenti lo scorso anno dopo molte polemiche. Ulteriori indiscrezioni riguardano poi i dipendenti di Vero, che sarebbero in gran parte impiegati a Mosca e legati ad ambienti poco chiari.

Vero è il social del futuro?

Perché Vero dovrebbe essere il social network in grado di rimpiazzare Facebook ed Instagram? Il modello di Vero prevede che a sostenere i costi della piattaforma siano gli utenti, ma soltanto quelli che non usufruiranno della permanenza gratuita sulla piattaforma. Ma cosa dovrebbe spingere questi utenti a pagare (una cifra ancora sconosciuta) per essere presenti su Vero? Saranno forse dei contenuti introvabili altrove? Bene, e quale influencer sarebbe disposto a rinunciare al suo nutrito pubblico e alla sua presenza su Facebook, Instagram, Twitter, Snapchat, ecc. per comunicare esclusivamente su Vero? Gran parte delle domande porta ad un’unica risposta: Vero sarà molto probabilmente l’ennesima bolla di sapone, proprio come i vari Ello, Peach e Sarahah. La storia dell’ennesimo “non concorrente” di Facebook potrebbe chiudersi presto.

Post by Vincenzo Palese

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