E se gli Influencer diventassero virtuali?

Se pensavate di aver visto tutto con gli influencer, questo è il momento di ricredervi: arrivano gli influencer digitali, completamente generati al computer. Anzi, sono già tra di noi e li seguiamo su Instagram. È il caso di Shudu Gram, una modella creata dall’artista Cameron-James Wilson e di Lil Miquela, una simulazione digitale diventata famosa nell’aprile del 2016 a causa dell’alone di mistero intorno a lei. Entrambe sono molto popolari su Instagram, e su Lil Miquela ci sono stati numerosi dibattiti circa la sua presunta umanità.

In my head, i’m in that new Drake video, too ✨

Un post condiviso da *~ MIQUELA ~* (@lilmiquela) in data:

Una cosa è certa: la fama di cui godono gli influencer virtuali riflette una generazione capace di essere emotivamente coinvolta anche con ciò che non è reale. Le persone si rivolgono all’ignoto per cercare nuovi tipi di verità e significato, mettendo in discussione la realtà e rendendo sempre più labile la linea di confine tra il reale e il virtuale. E in un momento storico di questo tipo, i brand possono creare valore investendo negli influencer digitali, e non soltanto per interagire ad un livello più profondo con i propri consumatori. A cambiare è il controllo totale che il marchio esercita sui valori che il suo influencer rappresenta. Al contrario di quanto succede con i colleghi umani che, in quanto esseri umani, sono per definizione imprevedibili.

A commento di “Virtual influencers”, Nayantara Dutta

Post by Vincenzo Palese

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