Green is the new black. Boom di brand e prodotti che rispettano l’ambiente

In un periodo in cui l’attenzione per l’ambiente è alta e il cambiamento climatico e tutte le tematiche ambientali ad esso connesse ricoprono un ruolo centrale, spesso ci si chiede se la svolta green di brand e aziende non sia l’ennesimo trend passeggero per catturare consumatori oppure un nuovo mindset. Ma, dati alla mano, l’attenzione all’ambiente paga e aiuta a rimanere sul mercato. Ed è un fattore sempre più ricercato e apprezzato dai Millennials, la generazione nata tra il 1981 e i primi anni 2000, e dalla Generazione z.

Millennials e Generazione z in favore della sostenibilità ambientale

Molto più delle generazioni precedenti le nuove generazioni vogliono avere un impatto positivo sul mondo che li circonda e non si contano i report che vedono le nuove generazioni pronte a schierarsi a favore della sostenibilità ambientale. E non solo idealmente: molto spesso è un fattore che ha un ruolo effettivo nella scelta di acquisti e di servizi. E sono sempre di più le aziende a rispondere a questa richiesta con politiche più green. 

Green is the new black. Sempre più richiesti prodotti e servizi che rispettino l’ambiente

Ecco le due facce della stessa medaglia: da un lato i giovani consumatori sono più propensi ad acquistare di più, ma è anche vero che le nuove generazioni si dimostrano sempre più attente alle tematiche sociali e ambientali. Tanto che, secondo numerose fonti, nove teenager su dieci ritengono che le aziende debbano dimostrarsi responsabili verso l’ambiente, applicando politiche aziendali sostenibili. Solo negli Stati Uniti la Generazione Z e i Millennials hanno un potere d’acquisto che ammonta a circa 350 bilioni di dollari, e nel 2020 i nati tra il 1995 e il 2012 rappresenteranno il 40% del mercato globale. E non riguarda solo gli acquisti: da una recente ricerca statunitense pubblicata dalla CNBC è emerso che ll’86% dei millennial accetterebbe una riduzione del proprio stipendio pur di lavorare per un’azienda rispettosa dell’ambiente e che applichi concrete politiche di Corporate Social Responsability.

Ecco perché ogni brand può e deve cominciare far leva sulla sostenibilità che ha effetti sia sulle vendite di prodotti e servizi sia sulla percezione di un brand. 

Brand identity e brand awareness, cosa deve cambiare? 

In un futuro non troppo lontano etica ed estetica saranno inscindibili. E si intravede già adesso. Cosa cambia questo per un brand? Un prodotto non può più essere considerato solo in base a fattori come materiali, creatività e manodopera. Va reso più ricco, creando una storia che trasmetta i valori di quel brand e sappia emozionare, ma con messaggi significativi. E se da sempre, per qualsiasi tipo di business, è fondamentale coinvolgere l’audience, oggi diventa altrettanto irrinunciabile abbracciare politiche più sostenibili ed evitare di sprecare risorse naturali. Dopotutto, è più facile che una comune visione del mondo spinga all’acquisto. E ad oggi sono sempre più numerose le aziende che attuano grandi cambiamenti nei propri uffici, preferendo fonti di energia rinnovabile e limitando al massimo il consumo della plastica, godendo della stima delle nuove generazioni.

Green is the new black. Sempre più richiesti prodotti e servizi che rispettino l’ambiente

Uno sviluppo sostenibile non solo è possibile ed è diventato quasi un dovere, ma rende a lungo termine. E in tutti gli ambiti: dalla moda al tech, passando per piccoli brand di abbigliamento sostenibile e prodotto a basso impatto ambientale che spopolano letteralmente sui social media. Vediamone alcuni.

Apple, innovazione a basso impatto ambientale 

Anche se da un po’ di anni a questa parte Apple sembra puntare più sull’affidabilità che sull’innovazione dei suoi prodotti (cosa che, annualmente, crea sempre un po’ di scompiglio), lo stesso non si può dire per le sue politiche aziendali. Molto attenta al corretto smaltimento dei device elettronici, dal 2018 ha prodotto i nuovi MacBook Air e MacMIni con alluminio riciclato al 100%. Tutte le loro strutture sfruttano energie rinnovabili e si impegnano ad accompagnare nella transizione anche altre i loro fornitori. E per garantire trasparenza, e favorire l’identificazione con i propri consumatori, sul sito dell’azienda di Cupertino c’è un’intera sezione dedicata al loro approccio alle questioni ambientali.  

Ralph Lauren e l’Earth Polo

Tra i grandi brand della moda non possiamo dimenticare Ralph Lauren, che in occasione della Giornata della Terra ha presentato l’Earth Polo, una polo realizzata interamente con bottiglie di plastica riciclate dagli oceani e tinta attraverso un innovativo processo che riduce sensibilmente l’utilizzo di acqua. In media per realizzare una polo vengono impiegate circa 12 bottiglie di plastica. Con questa nobile iniziativa, anche questo brand impegna a ripulire il pianeta e i mari da oltre 170 milioni di bottiglie di plastica entro il 2025.

Green is the new black. Sempre più richiesti prodotti e servizi che rispettino l’ambiente

Pirelli punta sulla gomma naturale

Non solo moda e tech: l’onda verde investe tutti i settori industriali, e Pirelli ne è la prova. Dall’ottobre 2017 la multinazionale italiana ha deciso di utilizzare gomma naturale per i suoi pneumatici seguendo norme molto rigide, a partire dalle persone che lavorano in questa filiera di produzione, rispettando diritti umani, garantendo rigidi standard di sicurezza sul lavoro e un regolare contratto, con orario e salario adeguato.

…e i brand nati già green spopolano tra i millennials

Ci sono moltissimi brand che tra le proprie mission vantano un basso impatto ambientale e la riduzione della plastica e delle microplastiche. Tanto per citarne alcuni: Organic Basics è un marchio molto in voga su Instagram e ha sviluppato intimo realizzato con materiali riciclati e biologici; 24 Bottles e Chilly’s sono solo due dei brand più noti e instagrammabili di bottiglie d’acciaio per ridurre il consumo di plastica; Save the Duck da anni realizza piumini 100% animal free, come dichiara il suo nome, e ha un’intera linea di piumini e cappotti ottenuti con plastica riciclata. 

Insomma, l’onda green sembra al suo apice, non accenna a fermarsi e sta cambiando anche le abitudini dei consumatori, più attenti all’ambiente. Chissà quante sorprese ci riserverà ancora. 

 

Post by Redazione