Si fa un gran parlare di contributo a fondo perduto startup. Cerchiamo di capire di che cosa stiamo realmente parlando.

Che cosa sono i contributi a fondo perduto?

Quando parliamo di contributi a fondo perduto facciamo riferimento ad alcune agevolazioni o incentivi, solitamente messi a disposizione da enti, che siano nazionali, regionali, statali o europei. Sostegni economici a supporto di imprese, startup o persone fisiche in modo che possano realizzare la loro idea e contribuire alla crescita di queste realtà.

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I finanziamenti a fondo perduto vanno restituiti?

Quando ci chiediamo cosa vuol dire contributo a fondo perduto, il fattore che più vogliamo focalizzare è la questione economica e la sua eventuale restituzione. Contrariamente a quanto accade con i finanziamenti, prestiti o mutui bancari, le agevolazioni a fondo perduto non prevedono alcuna restituzione. Sono strumenti molto importanti e utili, specialmente per chi deve avviare un’impresa perché non mettono l’imprenditore in condizione di indebitarsi, qualora il lancio dell’attività non andasse come sperava.

Il fundraising dietro al fondo perduto

Vi è una attività di rete piuttosto forte dietro al recupero di sostegni economici che possano non essere restituiti, ovvero i contributi a fondo perduto. Si tratta del fundraising; altro non è che il processo con cui si raccolgono i fondi per finanziare una startup o un’azienda. In italiano la parola fundraising si può tradurre letteralmente raccolta fondi.

I bandi per il fondo perduto startup

I contributi a fondo perduto per startup 2021 sono stati fondamentali per il lancio di nuove attività, specie nel settore tecnologico e hi tech. Per poter mettere in moto questo tipo di agevolazione, gli enti preposti mettono a disposizione dei bandi ad hoc.
Sono dei documenti pubblici che presentano regole precise per godere dell’agevolazione. Includono i requisiti da rispettare per le startup e imprese che vogliono accedervi, le scadenze e le modalità di partecipazione. Inoltre, nel bando è anche indicato il processo di erogazione del fondo.  

Come si ottengono i contributi a fondo perduto?

Per ottenere sovvenzioni a fondo perduto, è importante leggere bene i bandi per verificare se come impresa, startup o persona fisica si hanno i cosiddetti requisiti previsti soggettivi e oggettivi.

I requisiti soggettivi riguardano specifiche caratteristiche relative al soggetto, persona fisica o giuridica che si candida come beneficiario del fondo. Queste caratteristiche dovranno essere idonee al momento della presentazione della domanda e, qualora andasse a buon fine la richiesta, al momento dell’ammissione o erogazione del contributo.

I requisiti oggettivi, invece, riguardano il codice attività ATECO o l’iscrizione ad uno specifico registro delle imprese locale. Una volta certi di possedere i requisiti soggettivi e oggettivi di cui sopra, si può presentare la domanda tramite il portale dell’ente organizzatore, inviando secondo procedura tutti i documenti richiesti.

Bandi per contributi a fondo perduto, come conoscerli

Districarsi tra i vari bandi regionali, nazionali, statali o europei che possano erogare contributi a fondo perduto è davvero un lavoro complicato. Ci vuole tempo e anche pazienza per trovare il bando che possa fare al caso della propria idea imprenditoriale o startup.

Una volta scovato il bando, la difficoltà di capire come partecipare è dietro l’angolo per l’aspirante beneficiario. Ci sono però realtà che supportano gli imprenditori o gli startupper in questo tipo di percorso. Invitalia, ad esempio, è un’agenzia che opera a supporto della Direzione generale per la politica industriale, l’innovazione e le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo economico nella definizione e nello sviluppo della piattaforma informatica dedicata agli incentivi. Fornisce supporto nell’elaborazione delle specifiche di accesso.

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Come funziona accedere ad un bando per fondo perduto startup?

Una volta individuato il bando, l’agenzia Invitalia si occuperà di verificare l’effettivo possesso dei requisiti del beneficiario e la capienza per l’investimento in tempo reale, durante la compilazione della domanda. Il procedimento prevede l’utilizzo dello SPID per l’identificazione certa del richiedente. Inoltre, verranno effettuati controlli incrociati con il Registro delle Imprese per verificare i poteri di firma e ulteriori requisiti soggettivi dell’impresa e presso il Registro Nazionale degli aiuti di Stato per la capienza del “de minimis”. Al termine della richiesta viene rilasciata automaticamente l’autorizzazione al soggetto richiedente.

Per conoscere le novità sui contributi a fondo perduto si possono consultare anche il portale dell’Agenzia delle Entrate e, ovviamente, i siti dei vari enti promotori.

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