I contenuti non esistono più solo in televisione e alla radio. Con l’avvento di Internet è infatti cambiata la possibilità di poter accedere a dei contenuti sempre più variegati. Un accesso più semplice ha portato ad un aumento della domanda e la quantità di contenuti disponibili è aumentata proprio per soddisfare tale domanda.

Se da una parte brand come Netflix si affiancano ai tradizionali grandi produttori cinematografici e ai canali TV, ci sono anche tantissime piccole imprese e marchi personali che producono grandi quantità di contenuti per il nostro intrattenimento. 

La tecnologia e l’implementazione di strumenti ad hoc forniti dalle varie piattaforme, ha infatti permesso anche ai dilettanti di creare i propri contenuti senza la necessità di un budget enorme o di un know-how tecnico. 

Questa capacità di creare contenuti propri ha portato alla nascita della Creator Economy.

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Cos’è la Creator Economy

Se agli albori di Internet l’unico modo per monetizzare era la pubblicità attraverso video e banner, con la nascita dei social media la creator economy è diventata un vero e proprio business.

Detta anche economia della monetizzazione individuale, oggi conta più di 50 milioni di creatori di contenuti, curatori, influencer, blogger e videomaker che inseguono la loro passione, costruiscono un seguito e monetizzano le proprie competenze. 

Non si tratta di grandi media o società televisive, ma persone comuni, molte delle quali hanno uno studio di base allestito nelle loro camere da letto.

Il principio alla base della Creator Economy è abbastanza semplice: crea qualcosa e usala per fare soldi. 

Tutto dipende da te: crea ad esempio video divertenti, un blog, musica, podcast, lezioni di yoga, video “how to” e pubblica il contenuto distribuendolo su una delle varie piattaforme disponibili come YouTube, Instagram, Facebook e TikTok.

Questo contenuto può quindi essere monetizzato, creando potenzialmente un reddito per il singolo creatore.

Le persone ora possono accedere a Internet praticamente da qualsiasi luogo e possono guardare quello che vogliono. Guardare i contenuti è diventato molto più che stare seduti alla TV con la famiglia, indipendentemente dal fatto che tu fossi interessato o meno allo spettacolo.

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Tutti gli strumenti utili per monetizzare 

Esistono numerosi modi con cui realizzare dei contenuti redditizi. In generale, i content creators si concentrano nel creare video di qualità, visualizzabili più volte e adatti ad uno specifico target. Ma quali sono gli strumenti più usati per monetizzare?

Pubblicità

Hai presente quando guardi un video su YouTube e compare una fastidiosa pubblicità?

YouTube offre uno schema di partecipazione agli utili con i creatori che pubblicano annunci sui loro video. Ogni volta che viene mostrato un annuncio, entrambe le parti ottengono una quota di ciò che paga l’inserzionista.

Tieni presente che un singolo canale può pubblicare più video settimanalmente: è facile quindi capire come si possono realizzare numerose entrate.

Abbonamenti a pagamento

Se produci contenuti di buona qualità su base regolare, ci saranno degli utenti disposti a pagare un abbonamento mensile per accedere a tali contenuti.

Nella maggior parte dei casi, non è necessario attivare un abbonamento per accedere ai contenuti di un creatore.

Tuttavia, questi pubblicano spesso anche dei contenuti che possono essere visualizzati gratuitamente da tutti, ma con una sezione premium sbloccabile tramite abbonamento. Questo agisce come una sorta di gancio, sperando che gli spettatori siano abbastanza interessati da essere disposti a pagare.

I modelli di business in abbonamento variano in base alle diverse piattaforme, come ad esempio Twitch, che trattengono una percentuale. 

Influencer Marketing

Molti content creator hanno un vasto pubblico: questa è una potenziale miniera d’oro per le aziende.

Avrebbe quindi senso per un’azienda sponsorizzare un influencer per continuare a creare, a condizione che i suoi contenuti apportino dei vantaggi.

Non solo un prodotto può essere promosso in modo diretto, ma può anche essere menzionata la sponsorizzazione, insieme al nome dello sponsor. Questo, a sua volta, aiuterà ad aumentare la visibilità del marchio e a generare anche dei ricavi.

I creatori con un ampio seguito, in particolare su Instagram, YouTube e Facebook, possono inoltre richiedere cifre sostanziose ai potenziali sponsor. 

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La Creator Economy sembra destinata a crescere ulteriormente, diventando sempre più diversificata grazie all’evoluzione degli strumenti a disposizione. 

Qualunque cosa tu possa fare, le opportunità sono infinite: basta saper sfruttare il trend realizzando dei contenuti facilmente condivisibili e di valore.

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