Credito imposta sulla pubblicità ai banchi di partenza

Credito imposta pubblicità

Con il credito di imposta sulla pubblicità arrivano buone notizie per le imprese che investiranno in comunicazione! Approvata la web tax e il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali. Dal 2018 conviene ancora di più puntare tutto sul web e digitale. Cosa vogliamo dire? Presto detto.

La “web tax transitoria” e il credito d’imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali delle aziende diventano legge: il Senato ha infatti approvato in via definitiva la “manovrina” con 144 sì, 104 no e un solo astenuto. Il provvedimento, già approvato alla Camera il 1 giugno scorso, diventa così legge. Cosa comporterà per le aziende?

In realtà sono due i provvedimenti che interessano, in particolare gli operatori del media e della pubblicità.

1) web tax transitoria

Non si tratta un regime di tassazione, ma prevede nuove regole per accordi di tipo fiscale tra i colossi dell’economia digitale e il fisco italiano. I giganti del web, con oltre un miliardo di ricavi e un giro d’affari in Italia di almeno 50 milioni di euro, potranno stringere accordi preventivi con l’Agenzia delle entrate. I grandi player internazionali del digital potranno anche chiedere il riconoscimento della stabile organizzazione e regolare i conti con il fisco rispetto al passato, attraverso un accertamento con adesione, sanzioni dimezzate e il rischio di un procedimento penale azzerato.

2) Credito di imposta sulla pubblicità dal 2018

Eccoci al punto più appetibile: il credito d’imposta del 75% sugli investimenti pubblicitari incrementali. Dal 2018, le imprese che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superi almeno dell’1% gli analoghi investimenti effettuati sugli stessi mezzi di informazione nell’anno precedente, è attribuito un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Ancora da verificare  la possibilità di applicare il credito d’imposta sulla pubblicità agli investimenti effettuati sulle campagne pubblicitarie online .

Altre misure a favore del sistema editoriale riguardano l’aumento di 50 milioni (così da arrivare a quota 125 milioni) della somma destinata al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, la liberalizzazione delle edicole e fondi per il prepensionamenti dei giornalisti in caso di ristrutturazioni o crisi aziendali.

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Fonte: Engage.it