Negli ultimi anni, il femvertising sta guadagnando sempre più terreno nella scena mediatica. Questo termine, che combina le parole femminismo e advertising, descrive una tendenza pubblicitaria in cui le aziende utilizzano immagini e messaggi che incoraggiano l’empowerment delle donne

Una filosofia che ha un impatto significativo sulla società, in quanto affronta le problematiche di genere attraverso campagne pubblicitarie d’impatto, nonostante abbia sollevato delle critiche riguardanti l’autenticità.

Femvertising: cos’è e quando è nato?

Quando si parla dell’evoluzione della rappresentazione delle donne nella pubblicità, non si può ignorare il femvertising, movimento che mira a superare gli stereotipi di genere nel mondo dell’advertising.

Questa strategia di comunicazione si differenzia infatti dalla pubblicità tradizionale perché rappresenta le donne in ruoli più positivi e autentici. Mentre l’advertising convenzionale ha spesso perpetuato l’idea che le donne debbano conformarsi a standard estetici irrealistici o siano dipendenti dagli uomini, il femvertising si concentra sull’incoraggiarne l’autostima, l’indipendenza e il successo.

L’espressione è stata coniata nel 2014 in occasione di un dibattito durante il New York Adweek e le sue parole chiave sono diventate inclusività, diversità, empowerment e libertà di scelta.

La sua importanza è cresciuta a tal punto che nel 2015 è stato istituito anche il Femvertising Awards, concorso che premia i brand che creano campagne in linea con i valori della società odierna, eliminando ogni tipo di stereotipo, abbattendo il gender-gap e qualsiasi tipo di discriminazione.

La disuguaglianza di genere è una tematica che interessa soprattutto le nuove generazioni, che approfittano dei media digitali per esprimere il proprio sostegno ai movimenti attivisti, per confrontarsi e creare dibattiti volti a scardinare discriminazioni e ideologie obsolete o sessiste.

Storia ed evoluzione del femvertising

Per capire come siamo arrivati all’odierna rappresentazione delle donne nella pubblicità e all’origine del femvertising, è necessario ripercorrere alcuni momenti storici importanti, come la nascita del movimento femminista e l’evoluzione del ruolo delle donne nella società

Negli anni ’60 e ’70, le donne hanno lottato duramente per raggiungere l’uguaglianza di genere e sfidare gli stereotipi tradizionali che le relegavano a ruoli domestici e di semplice oggetto sessuale nella pubblicità. Per questo hanno iniziato a reclamare una rappresentazione più realistica e rispettosa di sé stesse nei media.

Negli anni ’80, si è assistito quindi ad un aumento delle pubblicità che sottolineavano l’indipendenza economica e il successo delle donne. Campagne come quella di Charlie dei profumi Revlon hanno promosso l’immagine della donna forte e sicura di sé, al pari degli uomini.

dove la vera bellezza campagna

Negli anni ’90, la pubblicità ha affrontato temi come l’autostima e l’accettazione del proprio corpo. Una delle campagne più significative è stata quella di DoveLa vera bellezza”, che incoraggiava le donne ad abbracciare la loro unicità e a respingere gli ideali irrealistici di bellezza imposti dai media.

Con l’avvento dei social media e della cultura digitale, la pubblicità ha iniziato a interagire in modo più diretto con il pubblico. Le donne sono diventate sempre più attive online e hanno iniziato ad esprimere in modo più diretto le proprie opinioni riguardo la rappresentazione di genere nella pubblicità. Le aziende hanno quindi cominciato a recepire queste considerazioni e a adattare di conseguenza le loro strategie di marketing.

È proprio in questo contesto che nasce il femvertising: verso la metà degli anni 2010, sempre più marchi hanno iniziato a creare delle campagne pubblicitarie che promuovono l’empowerment delle donne. 

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Le campagne pubblicitarie di successo

Una delle campagne pubblicitarie di maggior successo nel campo del femvertising è stata Always #LikeAGirl. Lanciata nel 2014, ha puntato ad affrontare gli stereotipi di genere associati all’espressione “come una ragazza”. Attraverso il coinvolgimento di ragazze di diverse età, ha dimostrato che l’idea che le ragazze siano deboli o inferiori è del tutto errata. L’iniziativa ha avuto un grande impatto, generando discussioni e aumentando la consapevolezza riguardo a questioni di genere.

LikeAgirl campaign

Un altro esempio di femvertising è la campagna This Girl Can di Sport England del 2015. Questa ha incoraggiato tutte le donne a fare sport senza preoccuparsi di giudizi o critiche in merito al proprio fisico. Attraverso video e immagini che mostrano donne reali che si impegnano in attività fisiche, la campagna ha sfidato gli stereotipi di bellezza e ha promosso un messaggio di accettazione del proprio corpo e di fiducia in sé.

Non tutte le campagne di femvertising sono state però accolte con entusiasmo. Alcune aziende sono state accusate infatti di sfruttare il movimento femminista per scopi puramente commerciali, senza adottare un impegno concreto nel promuovere l’uguaglianza di genere. Queste critiche sollevano difatti degli interrogativi riguardo l’autenticità delle intenzioni e il dovere delle aziende nel promuovere il cambiamento sociale. È importante che le campagne vadano oltre il mero marketing e dimostrino una reale responsabilità.

Perché il Femvertising è ancora necessario

Nonostante le critiche, il femvertising continua ad evolversi. Le donne stanno assumendo costantemente ruoli più importanti nelle decisioni di marketing e le campagne che promuovono l’indipendenza femminile stanno diventando sempre più comuni. 

La condizione femminile è nettamente migliorata rispetto al passato. Le donne hanno fatto passi da gigante su vari fronti, in primis quello lavorativo, svolgendo ruoli e funzioni che fino a poco tempo fa erano accessibili esclusivamente agli uomini. 

Tuttavia, c’è ancora molta strada da fare: in questo i brand possono svolgere un ruolo molto importante. Grazie alle loro campagne pubblicitarie influenzano positivamente e guidano il pubblico verso il cambiamento mediante l’uso di un linguaggio e un comportamento più inclusivo e rispettoso nei confronti delle donne, trasmettendo degli ideali che possano ispirare soprattutto le nuove generazioni.