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Centoventi milioni di schermi, 5 in ogni casa e 9 famiglie su 10 connesse ad Internet. È questa la fotografia che emerge dal quarto Rapporto Auditel-Censis, dal titolo “L’Italia multischermo: dalla Smart TV allo schermo in tasca, così il Paese corre verso il digitale”.

Il report si basa sull’elaborazione dei dati forniti da Auditel, che fotografa le evoluzioni avvenute nelle case degli italiani in termini di consumo dei media, connessioni e dispositivi. La ricerca di base prevede 7 cicli di indagini (wave) su un campione rappresentativo di famiglie e individui residenti in Italia, per un totale di circa 20.000 interviste annue, svolte direttamente nelle abitazioni e suddivise tra interviste individuali presso portavoce familiare (cioè il componente che risponde alle domande sulla famiglia) e le interviste individuali con un secondo membro della famiglia (che risponde alle domande sugli usi individuali).

Il dato più evidente è rappresentato dall’aumento del numero di smart TV e degli schermi in genere, a cui ha sicuramente contribuito la pandemia.

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Il ruolo centrale della TV (e delle Smart TV) in Italia

Le restrizioni ed il conseguente aumento delle ore trascorse in casa hanno dunque accelerato il processo di digitalizzazione del Paese. 

Secondo i dati di ascolto, il tempo dedicato alla visione della TV lineare e in streaming cresce in modo costante: nel 2020 circa 7,3 milioni di italiani sopra i 4 anni hanno guardato programmi televisivi su Internet e 4,2 milioni lo hanno fatto tramite smartphone.

Nel report si legge anche che nel 2021 i televisori superano i 43 milioni (+1% rispetto al 2019), principalmente per la presenza ormai delle Smart TV o dispositivi che permettono di trasformare quelle classiche in Smart. Ma non è tutto: 9 milioni e 400.000 famiglie hanno 2 TV, 3 milioni e 500.000 ne possiedono 3, 1 milione e 100.000 ha 4 o più televisori. Infine, 575.000 famiglie non hanno né guardano la TV.

Italiani sempre più connessi

La ricerca conferma che per oltre 22 milioni di italiani la Smart TV rappresenti una vera e propria porta di accesso ad Internet

Tuttavia, su 15,5 milioni di Smart TV, solo 12,3 milioni sono effettivamente connesse: la restante parte, invece, non è connessa alla rete e viene utilizzata esclusivamente in modalità lineare. 

Inoltre, la stragrande maggioranza delle famiglie italiane dispone di una connessione internet, ma da linea mobile. Un tipo di connessione, quindi, non abbastanza potente da supportare l’utilizzo in streaming della Smart TV.

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Le nuove modalità di visione

La televisione resta quindi centrale nella dieta mediatica degli italiani. Ciò che cambia è la modalità di fruizione, sempre più individualizzata e on demand, con la costruzione da parte di ogni componente del nucleo familiare di un proprio palinsesto, frutto dell’accostamento di contenuti diversi, su schermi e in luoghi diversi. 

La programmazione televisiva lineare viene infatti seguita sullo smartphone da più di 4 milioni di italiani (+6,3%), mentre 2 milioni e 700.000 la segue dal proprio PC, con una crescita del 41,1% nell’ultimo anno. Un milione e 200.000 italiani vede invece i contenuti TV sul tablet. Oltre a chi segue programmi televisivi lineari sul web, c’è anche chi utilizza tutti gli schermi a disposizione per connettersi a Internet

Oltre 13 milioni guardano contenuti non lineari sulle piattaforme televisive on demand (+38,2%) e 3,5 milioni scaricano film (+33,3% nel 2021). Senza contare che 24 milioni di italiani usufruiscono delle varie piattaforme disponibili su internet, la maggior parte a pagamento (+48,4%), con una forte crescita del numero di chi le guarda con frequenza: sono più di 16 milioni.

Quasi 30 milioni di unità da rottamare 

Il rapporto evidenzia inoltre che 6 milioni di televisori sono stati acquistati oltre 10 anni fa. Oltre 27 milioni di televisori (64,2% del totale) inoltre non è compatibile con lo standard DVB-T2 del nuovo digitale terrestre e sono quindi da rottamare.

8 milioni e 400mila apparecchi, pari al 12,8% del totale, non si qualificano nemmeno per il primo step, iniziato lo scorso 20 ottobre, in transito ad alta definizione (HD). Ci sono poi 12 milioni di televisori per i quali non è stato nemmeno possibile risalire alla data di acquisto.

L’ultimo dato rilevante riguarda la condizione di 8 milioni e 400mila famiglie italiane, il 35,1% del totale, che non ha né PC né un tablet in casa, quota che raggiunge il 72,8% tra coloro che hanno difficoltà socioeconomiche.