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Utilizzare i social media per il crowdfunding è sicuramente una strategia vincente per pubblicizzare a una vasta platea di utenti il progetto o l’idea che c’è dietro a una campagna. Le piattaforme social, infatti, sono oggi l’unico spazio dove è possibile comunicare in maniera rapida e diretta con milioni di persone di tutte le età e dagli interessi più disparati, ma a patto, ovviamente, che vengano utilizzate al meglio delle loro potenzialità.

Prima di lanciare una campagna di crowdfunding sui social media, perciò, è necessario conoscere bene caratteristiche, opportunità e limiti dei singoli canali, ma soprattutto avere chiaro il target che si vuole colpire per stabilire quali social network presidiare.

Vediamo allora come scegliere e sfruttare i social media per il crowdfunding di un progetto appena lanciato o in fase di avvio che ha bisogno di farsi conoscere per conquistare la fiducia degli investitori.

Che cos’è il crowdfunding

Prima di scoprire quali sono i canali social più adatti per realizzare gli obiettivi di una campagna di crowdfunding, ripercorriamo brevemente il significato e le tipologie di crowdfunding che è possibile adottare.

Per crowfunding si intende il finanziamento (funding) di un’idea, di un’iniziativa o di un progetto da parte di una folla di investitori (crowd) attraverso piattaforme online dedicate alla raccolta fondi.

Le principali tipologie di crowdfunding sono quattro: 

  • Donation crowdfunding: è il modello basato sulle donazioni, in cui i fundraiser destinano somme di denaro a una causa scelta senza ricevere nulla in cambio.
  • Reward crowdfunding: è il modello basato sulla ricompensa ai sostenitori della campagna, in maniera proporzionale all’investimento effettuato. 
  • Lending crowdfunding: è il modello basato sui microprestiti a fronte di un interesse e del rimborso del capitale.
  • Equity crowdfunding: è il modello basato sulla partecipazione al progetto finanziato con l’ottenimento dei diritti patrimoniali e amministrativi.

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Come usare i social media per il crowdfunding

L’utilizzo dei social media per il crowdfunding può essere davvero determinante per il successo di una campagna. Come abbiamo già detto, grazie all’enorme platea di iscritti e utenti attivi che popolano oggi le principali piattaforme social, questo strumento, se sorretto da una strategia mirata e pianificata, è in grado di amplificare qualsiasi idea o progetto meritevole coinvolgendo il giusto target alla partecipazione e al finanziamento della campagna. 

Per capire come orientarsi tra i vari canali social disponibili, vogliamo condividere alcuni spunti dalla nostra esperienza di agenzia di comunicazione specializzata in campagne di comunicazione per l’equity crowdfunding che ha già supportato decine di startup e pmi nel lancio dei loro progetti sulle più note piattaforme di crowdfunding.

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Facebook per il crowdfunding

Facebook è il social media più diffuso e generalista per numero e tipologia di iscritti. Questa caratteristica, unita alla capacità di targettizzare il pubblico in maniera precisa grazie alle sue inserzioni, lo rende un canale perfetto per catturare l’attenzione degli utenti lungo l’intero funnel di marketing, dalla parte alta (top of the funnel) a quella bassa (bottom of the funnel), accompagnando ogni fase con la realizzazione di contenuti specifici: le storie dei founder, il racconto del progetto, la promozione diretta della campagna.

In fase di awareness e specialmente di precommitment, ovvero quando è già chiaro e riscontrabile l’interesse della community di family&friends ad investire nella campagna, Facebook è ancora più efficace perché consente di sensibilizzare il target all’obiettivo della campagna e di testare nuovi bacini di utenti potenzialmente interessati su cui avviare successive campagne di retargeting e lead generation.

Twitter per il crowdfunding

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Twitter è un’ottima piattaforma social per supportare una campagna di crowdfunding. Grazie alla sua immediatezza, non solo è perfetto per aggiornare in maniera costante e continuativa i follower sull’andamento del progetto, creare “urgenza” e incoraggiare l’azione degli utenti quando la campagna di crowdfunding si avvicina al raggiungimento degli obiettivi negli ultimi giorni/ore disponibili per investire, ma è anche efficace nella creazione di una solida community.

Due risorse preziose da sfruttare per ampliare la portata del progetto sono: la possibilità di taggare profili rilevanti interessati a ritwittare i contenuti del profilo e l’utilizzo degli hashtag per inserire la campagna nel flusso dei principali contenuti correlati al tema crowdfunding.

Instagram per il crowdfunding

Instagram è il social network delle immagini e dello storytelling. Utilizzato in sinergia con gli altri canali, diventa un validissimo supporto per aumentare la consapevolezza del progetto e raccontare la campagna di crowdfunding anche da un punto di vista più “intimo” e umano. 

L’utilizzo delle storie, ad esempio, si presta perfettamente allo scopo perché dà spazio ai founder e al team per mostrarsi in prima persona, lanciare messaggi diretti ai follower e farli entrare nel vivo del progetto.

Come per Twitter, anche su Instagram l’utilizzo studiato degli hashtag permette ai post di raggiungere un target molto preciso a cui comunicare. I contenuti, invece, possono focalizzarsi più sul lato informativo del progetto, per sensibilizzare, coinvolgere e convincere gli utenti a credere nella campagna di crowdfunding.

Linkedin per il crowdfunding

Sono in molti a credere che Linkedin sia la panacea di tutti i mali, eppure chi approccia per la prima volta il mondo del crowdfunding potrebbe rimanere in parte deluso, per lo meno all’inizio.

Fare pubblicità su Linkedin è complesso, i costi per investire nelle inserzioni sono elevati e i criteri di targettizzazione sugli interessi richiedono uno studio più approfondito rispetto altre piattaforme social. Tuttavia, con la giusta strategia, gli investimenti appropriati e una buona dose di tempo da investire su questa risorsa, Linkedin può rivelarsi un ottimo strumento per:

  • creare efficaci campagne di sponsored InMail e raggiungere la propria target audience direttamente nella Inbox;
  • fare lead generation per ottenere nuovi contatti: sia attraverso la pubblicazione di contenuti editoriali mirati sui company profile e su quelli personali, sia attraverso le Linkedin ads con obiettivo lead generation.

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Conclusioni

Una strategia di comunicazione completa per promuovere una campagna di crowdfunding prevede l’utilizzo bilanciato di tutti i canali social per non rischiare di escludere alcun tipo di target e stakeholder. Allo stesso tempo, richiede un notevole investimento non solo in termini di pianificazione editoriale dei contenuti, ma soprattutto di diffusione alle platee individuate attraverso attività costanti e mirate di advertising. Generalmente, il budget da allocare nella pubblicità a pagamento è così ripartito: 

  • 30% da destinare nella fase di precommittment, per fare awareness su un primo nucleo di utenti; 
  • 70% da destinare a tutte le attività di retargeting e conversion marketing.

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