Dimmi come ti vesti nel Metaverso e ti dirò chi sei. A quanto pare è questo il futuro. La moda del futuro vive nel mondo virtuale e non tangibile. È la tendenza emersa negli ultimi mesi del 2021 e che si affermerà nel 2022.

La moda virtuale

E voi lo comprereste un vestito che non esiste? Se non vi siete mai posti il pensiero siete indietro anni luce. Se giocate a Fortnite, invece, forse già l’avete fatto o state per farlo. L’industria della digital fashion ormai fattura per decine di milioni di euro e molti marchi stanno lavorando per inserire i capi digitali delle loro collezioni come NFT (non-fungible tokens).

A fare da apripista è stata Balenciaga che ha creato dei capi appositamente per Fortnite e si candida come uno dei primi marchi a investire sulla moda virtuale e sul metaverso.

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Cos’è il metaverso

Ma cos’è il metaverso? È un ambiente virtuale condiviso in cui le persone accedono da Internet. Qui le persone vengono rappresentate dal proprio avatar 3D. Nel metaverso le interazioni sono multidirezionali, ci si immerge in un contenuto digitale. Non esiste fisicamente ma è un universo parallelo come quello di un videogioco.

È così attuale che recentemente Mark Zuckerberg ha deciso di cambiare il nome della sua società da Facebook in Meta, e da allora il metaverso è diventato un argomento trend topic. Qui le persone possono incontrarsi, lavorare e giocare, grazie anche all’utilizzo di cuffie, occhiali per la realtà aumentata e particolari app.

Cosa si fa nel metaverso

Se prima nel metaverso fondamentalmente si giocava, recentemente giocare online non è l’unica declinazione di questo mondo parallelo. Si organizzano concerti, si socializza, si fanno viaggi, si acquistano beni NFT. E qui entra in gioco la moda. Perché, se esistiamo nel metaverso, dobbiamo anche pensare a come vestirci, e la moda ha creato abiti e accessori di lusso che si possono acquistare, tracciabili e unici.

Si tratta appunto di NFT con cui vestire il proprio avatar e che sono verificabili sulla blockchain, la struttura di dati crittografati che ne costituisce la tecnologia principale. Vendendo gli NFT il settore del fashion apre le frontiere a nuovi mercati interessati, non a qualcosa di fisico ma a qualcosa di virtuale.

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Balenciaga e Fortnite

Cosa ha fatto Balenciaga per la moda digitale? Il brand guidato dal designer Demna Gvasalia ha lanciato dei capi su Fortnite, il celebre gioco multi-piattaforma. In questa realtà virtuale Balenciaga ha permesso di acquistare vari abiti.

La collaborazione è stata proprio ufficializzata dai canali della casa di lusso francese e degli sviluppatori del gioco. Si tratta di un progetto di largo respiro che prevede una serie di creazioni sia all’interno che all’esterno del gioco, con “set fit” dedicati ai personaggi.

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(Foto: Epic Games)

Balenciaga aveva già collaborato con Epic Games, la società degli sviluppatori di Fortnite, per lanciare la collezione autunno 2021 nel videogioco Afterworld. Da lì a Fortnite il passo è stato breve, e dal virtuale al reale altrettanto, perché Balenciaga ha lanciato una nuova linea di abbigliamento Fortnite da distribuire fisicamente nei negozi.

Il gioco comunitario

Il gaming, quindi, non è più solo gaming. Fortnite, nato e diventato famoso per la modalità Battle Royale, adesso punta più sulla community. C’è addirittura chi ha organizzato delle sfilate, chi ha progettato interi universi, chi si impegna nei giochi di ruolo. Insomma ormai è più un gioco creativo che virtuale. E tutto questo poi si può monetizzare, autopromuovendosi o mostrando le proprie creazioni.

Per la moda virtuale diventa intrattenimento ma anche guadagno, come anche per i singoli creators. E anche i social più tradizionali come Facebook o Snapchat stanno puntando su iniziative del genere per incoraggiare i creators a monetizzare. I grandi brand non si fanno attendere e anche Dolce e Gabbana, a ottobre 2021, ha lanciato una collezione digitale composta da nove capi NFT venduta per 5,7 milioni di dollari.

Digitale e sostenibilità

Creare capi di moda digitale significa avvicinarsi anche ai giovani della Generazione Z che puntano a valorizzare il lato sostenibile dell’abbigliamento. La previsione è che i giovani saranno più sobri nella vita reale e meno parsimoniosi in quella virtuale.

Ci si scatenerà con la fantasia nel mondo digitale, adeguando il proprio modo di vestire a diversi stati d’animo, mentre la vita reale sarà all’insegna della responsabilità sociale. Ai posteri l’ardua sentenza sulla moda del futuro.