Si pensa spesso che l’unico obiettivo delle aziende sia impressionare i clienti e lasciare in loro un ricordo indelebile che farà scattare la molla del passaparola. In realtà le aziende non devono preoccuparsi solo di quello che succede fuori dalla loro porta, ma hanno un compito molto importante, ottenere il rispetto e la considerazione dei propri dipendenti, che saranno i primi testimoni dell’identità e dei valori del brand.

Oggi parliamo di employer branding, di cos’è, di chi lo utilizza e di quali sono le finalità di una strategia che vede protagonisti il settore HR e il marketing.

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Cos’è l’employer branding e a cosa serve

Volendo dare una definizione da manuale, l’employer branding è il risultato di una strategia elaborata dai dipartimenti HR e marketing di un’azienda che si traduce in una serie di iniziative e azioni mirate ai dipendenti, con l’obiettivo di renderli orgogliosi e soddisfatti di far parte della comunità lavorativa creata dall’azienda.

Il nodo centrale di questa strategia si basa sulla condivisione dei valori aziendali da parte dei dipendenti, che non sono semplici operatori del settore, ma parte integrante di un gruppo che condivide valori, missioni e obiettivi ma soprattutto che è felice di farne parte e lo condivide all’esterno dell’azienda, rendendosi portavoce e testimonial dei valori aziendali. 

Il brand, dunque, non deve essere interessante e stimolante solo per i clienti e i potenziali clienti, ma deve diventare un modello a cui ambire anche per attrarre nuove risorse. 

Come si riconosce un’azienda che applica strategie di employer branding

Costruire un rapporto di fiducia e una condivisione dei valori con i dipendenti è un lavoro molto importante che deve trovare le basi nella filosofia del brand.

Le aziende che vogliono applicare delle strategie di employer branding non possono semplicemente aumentare lo stipendio, ma hanno il compito importantissimo di rendersi agli occhi dei propri dipendenti autentici, affidabili e credibili. Se non si arriva ad una condivisione di valori concreta e non solo a parole, sarà impossibile ottenere un ritorno dai dipendenti.

happy at work

Gli aspetti più concreti sui quali incentrare la strategia sono anche i più importanti per i dipendenti, che non riguardano più soltanto l’aspetto economico ma anche:

  • l’attenzione a principi di sostenibilità e inclusione
  • il rapporto vita privata-lavoro, e in particolare un corretto salario, il diritto alle ferie e al riposo e un sistema di welfare aziendale
  • la flessibilità 
  • delle reali opportunità di crescita professionale.

Quattro punti che escludo già un buon numero di aziende ma che si riconoscono facilmente nelle aziende che già puntano su questi aspetti come valori. 

A dirlo non sono solo i dati, ma soprattutto le persone che ci lavorano e che portano e comunicano il modello aziendale in cui sono inseriti sui social, agli eventi, con gli amici, i colleghi e i clienti. 

L’effetto positivo di una realtà lavorativa stimolante esce fuori dalle stanze dell’ufficio e diventa un circolo virtuoso in cui a prendersi i frutti sono tutti, aziende e dipendenti.

Quali sono i vantaggi dell’employer branding

Qual è il ritorno di una strategia di employer branding per un’azienda? Sono tantissimi i vantaggi che le aziende possono ottenere attivando una strategia di employer branding

Prima di tutto, la creazione di un ambiente in cui i dipendenti sono soddisfatti e motivati crea un grande valore all’azienda, perché le risorse quando sono soddisfatte lavorano meglio, sono stimolate e danno il massimo impegno nel raggiungere gli obiettivi.

love my job

Risorse soddisfatte non cercano un altro lavoro e di conseguenza i talenti restano all’interno dell’azienda

La percezione di un’azienda sana e solida passa proprio attraverso la percezione dei suoi dipendenti. Un’azienda solida e con una buona reputazione attrae nuove risorse talentuose che ambiscono a far parte di questa realtà e parallelamente anche gli investitori e i clienti respireranno questa condizione positiva del brand. 

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Employer branding: da dove si inizia

Come per tutti i processi di cambiamento ed elaborazione di nuove strategie, il punto di partenza è sempre un’analisi di sfondo. Quindi prima di ispirare qualcuno è sempre meglio capire qual è la sua opinione al momento.

Se vogliamo entrare nel dettaglio di una procedura da seguire, è interessante citare il libro The Employer Brand, scritto da Simon Barrow e Richard Mosley, in cui vengono affrontati dei quesiti molto interessanti e stimolanti per l’azienda e soprattutto dove viene analizzato come troppo spesso i dipendenti non sono coinvolti emotivamente e operativamente, ma sono più che altro degli esecutori di compiti assegnati. Questo rende molto asettica la relazione tra azienda e dipendente, impedendo una condivisione di valori.

Gli autori individuano 6 spunti di riflessione di fronte ai quali l’azienda deve porsi dei quesiti e trovare delle risposte. I sei punti sono: Insight, Focus, Differentiation, Benefits, Continuity e  Consistency. 

Riportiamo di seguito le domande principali legate a questi nodi centrali:

  1. Come viene percepita l’azienda dai dipendenti? Conoscono i valori aziendale e cos’è che entusiasma i dipendenti rispetto al loro lavoro e all’azienda? 
  2. I dipendenti conoscono la vision e gli obiettivi dell’azienda? Sono a conoscenza di come l’azienda instaura le sue relazioni con i clienti? 
  3. Quali sono gli aspetti che rendono l’azienda migliore delle altre e perché un dipendente dovrebbe preferirla ad altre aziende? 
  4. Oltre alla retribuzione, quali sono i motivi per cui un dipendente vuole lavorare in azienda? Sono previsti benefits e crescita professionale? 
  5. L’azienda è stabile oppure ci sono costanti cambi di strategie non comunicati ai dipendenti? 
  6. Parole e azioni dell’azienda sono coerenti? 

Partendo da qui si possono trovare delle risposte molto interessanti da cui partire per iniziare a instaurare una relazione con i propri dipendenti, magari cominciando proprio dalla comunicazione interna, con la creazione di una newsletter o una intranet in cui condividere valori, obiettivi e idee. 

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