Sono giorni intensi per i colossi del web, giorni di cambiamenti epocali, o meglio: nominali. Prima ha cominciato Facebook, rinominando la sua holding “Meta”, una forma di inizio verso ciò che ci aspetta, il metaverso. Ora tocca a Google sparpagliare e riordinare un po’ di carte in tavola, soprattutto per quanto riguarda l’esperienza locale degli utenti.

Google My Business, per come lo conosciamo, sarà il passato, e possiamo già chiamarlo semplicemente “Profilo dell’attività”, con diverse novità al suo interno che semplificheranno ulteriormente la faccenda. Chiamatelo rebranding, renaming o come preferite, per noi è una semplice, seppur ennesima, evoluzione targata Big G.

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Cos’è e come funziona il Profilo dell’attività di Google

Google era e rimane il pilastro delle nostre ricerche sul web. E lo è anche, e soprattutto, per quel che riguarda le ricerche locali. Google My Business era lo strumento che organizzava in maniera chiara tutte le informazioni chiave delle attività locali, grazie a delle semplice schede anagrafiche che segnalavano il nome delle attività, l’indirizzo, le recensioni, le foto e altre info più specifiche come i famosi attributi che personalizzano ulteriormente l’esperienza utente.

Addirittura ti dava l’opportunità di creare un mini sito con tutte le informazioni fornite dalla compilazione della scheda stessa. Uno strumento veramente potente in ottica Local SEO e, secondo molti, addirittura sottovalutato. Stiamo utilizzando il passato perché Google My Business ora si chiama “Profilo dell’attività” e permette un’integrazione ancora più rafforzata con Google Maps e Google Search

google my business

Proprio dalla pagina di ricerca Google sarà possibile rivendicare, modificare le informazioni e verificare il profilo dell’attività, così come sarà possibile inviare messaggi e controllare la conferma di lettura degli stessi anche attraverso google Maps. In fase di sviluppo c’è anche la possibilità di visualizzare la cronologia delle chiamate ricevute dall’attività tramite il button apposito. Anche l’interfaccia grafica presenta diverse novità, tutte piuttosto intuitive e di facile approccio.

Questi importanti cambiamenti riguardano principalmente le piccole attività con una o al massimo poche sedi, e sono pensati per rendere ancora più pratica l’esperienza. Per lo stesso motivo si è giunti al cambiamento del nome: Google My Business non rendeva appieno l’idea di essere lo strumento principe per le attività locali. Da qui lo snellimento definitivo in “Profilo dell’attività”.

Riassumendo il discorso in 3 caratteristiche potremmo definire il profilo dell’attività così:

  • Semplice da gestire, direttamente tramite Search e Google Maps
  • Personalizzato, per il modo in cui puoi costruire la scheda
  • Senza costi aggiuntivi.

Le aziende più grandi, che hanno necessità di gestire più sedi, lo faranno attraverso un’interfaccia denominata “Gestione dei profili delle attività” che in qualche modo ricalca quella passata.

La novità è però che l’app Google My Business verrà dismessa nel 2022, perciò anche queste grosse attività faranno leva unicamente sull’esperienza aggiornata dello strumento di ricerca e Google Maps per comunicare con i clienti in ottica local. In ogni caso il download dell’app non è mai stato obbligatorio. Non era necessario, seppur consigliato.

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Altre soluzioni in fase di sviluppo

L’interesse di ricerca attorno alla query “shopping online” è cresciuto del 50% da Marzo 2020. Vuoi per la pandemia, vuoi per una crescente consapevolezza delle potenzialità del farsi trovare online, il dato è impossibile da sottovalutare. Certo, con questi numeri è lampante il dover considerare la concorrenza in maniera ancora più profonda e sfruttare al massimo tutte le novità targate Google può far davvero la differenza nel grande oceano del mercato.

Negli Stati Uniti e in Canada è stata testata la possibilità di informare i potenziali acquirenti della presenza di un dato prodotto in una specifica sede vicina all’utente. Il tutto grazie ad un filtro che segnala la “disponibilità” collegato a Pointy, una piattaforma di recente acquisizione Google che aiuta le attività a generare un inventario online collegato al punto vendita esistente.

Anche sul fronte Google Ads la parola d’ordine è semplificare il processo di impostazioni delle campagne, in particolar modo nei periodi festivi, grazie al Performance Planner, uno strumento che aiuterà gli inserzionisti ad aver maggior controllo sul budget attraverso la previsione di alcuni fattori stagionali e di come questi possano influire sul rendimento della campagna. Ma questa è tutta un’altra storia.

 

Ogni novità di cui abbiamo parlato è in fase di test e sviluppo, perciò se avete un’attività locale concedetevi qualche minuto per esplorare le varie funzioni e tenete sotto controllo gli aggiornamenti della vostra scheda.