Google ha recentemente introdotto un nuovo tag robot chiamato indexifembedded. Si tratta di un nuovo tipo di meta tag robots che ti consentirà di avere un maggiore controllo sull’indicizzazione dei tuoi contenuti.

Prima di parlarne nel dettaglio, è utile conoscere le basi dei Meta tag, nel caso in cui non ne avessi molta familiarità.

Che cos’è un meta tag

Si tratta di un elemento di HTML (linguaggio di markup) che descrive il contenuto di una pagina web. Di solito è posizionato nella sezione principale della pagina e viene utilizzato dai motori di ricerca per indicizzare le pagine analizzando il contenuto della pagina.

Il codice non è visibile ai visitatori comuni, ma può essere visto dai web crawler.

Tipi di meta tag

I meta tag vengono generalmente classificati in 4 tipologie:

  • Attributo delle meta parole chiave: si concentra sulle parole chiave utilizzate per le query
  • Etichetta del titolo: i motori di ricerca vedono questo testo come il titolo della tua pagina.
  • Attributo Meta Description: definisce la descrizione del contenuto della pagina.
  • Attributo Meta Robot: indica ai crawler dei motori di ricerca (chiamati robot o bot) se indicizzare o meno la pagina web, come nel caso di noindex o indexifembedded. È possibile specificare quest’impostazione a livello di pagina includendo un meta tag nelle pagine HTML o in un’intestazione HTTP.

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Perché è stato introdotto?

Questa nuova implementazione è stata di recente incorporata agli elenchi di meta tag robots di Google. Secondo l’azienda, mira a risolvere un problema riscontrato soprattutto dagli editori multimediali. Sebbene possano volere che i loro contenuti vengano indicizzati quando sono incorporati su pagine di terze parti, non vogliono necessariamente che le pagine multimediali vengano indicizzate da sole. 

Per risolvere il problema, in tali pagine si utilizzava un tag noindex. Tuttavia, questo impediva anche di incorporare il contenuto in altre pagine durante l’indicizzazione.

Chi dovrebbe usare il tag indexifembedded?

Se il tuo sito web non utilizza incorporamenti o non desideri che i contenuti all’interno degli iframe vengano indicizzati nei risultati di ricerca di Google, questo nuovo tag non è di grande aiuto.

Un URL come questo potrebbe essere invece utile, ad esempio, per fare riferimento a un episodio di un podcast. È possibile, infatti, che l’autore del podcast non desideri che gli URL multimediali vengano visualizzati nei risultati di ricerca.

Come funziona questo meta tag?

Indexifembedded funziona in combinazione con il tag noindex solo quando la pagina con noindex è incorporata in un’altra pagina tramite un iframe o un tag HTML simile, come un oggetto. 

Il tag noindex viene però sovrascritto dal tag indexifembedded. Ciò significa che puoi utilizzare il tag noindex per escludere un intero URL dai risultati di ricerca e il tag index per rendere indicizzabile un contenuto specifico quando è incorporato in un’altra pagina web.

Se podcast.host.example/playpage?podcast=12345 ha sia il tag noindex che indexifembedded, significa che Google può incorporare il contenuto ospitato su quella pagina in Recipe.site.example/my-recipes.html durante l’indicizzazione.

Ad esempio:

<meta name=”googlebot” value=”noindex” />

<meta name=”googlebot” value=”indexifembedded” >

<! — OPPURE →

<meta name=”googlebot” value=”noindex,indexifembedded” />

In alternativa, puoi specificare il tag nell’intestazione HTTP:

X-Robot-Tag: googlebot:noindex

X-Robots-Tag: googlebot:indexifembedded

O

X-Robots-Tag: googlebot:noindex,indexifembedded

Attualmente solo Google ha introdotto questo tag, il che significa che i contenuti potranno essere visibili solo su questo motore di ricerca. Tuttavia, a breve verrà implementato anche dagli altri.

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Casi d’uso del nuovo tag indexifembedded di Google

Se incorpori contenuti nel tuo sito e desideri controllare l’indicizzazione dei contenuti nella pagina, grazie a questo nuovo meta tag robots ora hai un maggiore controllo. Fai un tentativo e vedi se può aiutarti con eventuali problemi di indicizzazione che potresti aver avuto con le pagine in cui incorpori i contenuti.

Si tratta comunque di una situazione che non compare di frequente, ma che può essere utile in due casi.

Il primo riguarda i widget o video incorporati che si vogliono indicizzare. Nel secondo caso questo meta tag può servire nella gestione di risorse come PDF incorporati nelle pagine web (bloccando con noindex l’originale PDF, ma consentendo alla pagina HTML che lo incorporava di beneficiare del contenuto del documento PDF).

Oltre a questi, potrebbero esserci molti altri casi d’uso del nuovo tag robots, di cui verremo a conoscenza man mano che sempre più proprietari di siti web inizieranno ad adottarlo.

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