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L’evoluzione dell’universo manageriale, dovuta a cambiamenti inarrestabili come l’apertura dei mercati, l’innovazione tecnologica e l’aumento della concorrenza, ha portato dei cambiamenti dal punto di vista gestionale e finanziario.

Tutto ciò ha introdotto una nuova figura manageriale, il temporary manager. Vediamo insieme chi è e di cosa si occupa questa nuova figura e come può aiutare a superare la crisi in azienda.

Chi è il temporary manager

Il temporary manager è una figura manageriale che lavora spesso a progetto, con un salario giornaliero che varia in base all’esperienza e al background. Manager o consulente di grande esperienza, il temporary manager ha lavorato in più ambiti, dall’economia alla finanza. Questa figura richiede particolari caratteristiche e possiede delle differenze rispetto ai comuni consulenti o manager.

Mentre il consulente ha una funzione di supporto al cliente, gli dà consigli finanziari e commerciali, il temporary manager si inserisce in azienda, riceve deleghe, si assume responsabilità e mette a punto un progetto di cambiamento e di crescita in accordo con l’imprenditore.

Cosa fa il temporary manager

Il temporary manager si colloca all’interno di un nuovo approccio imprenditoriale e porta all’ottenimento di ottimi risultati, motivo per cui la sua presenza è spesso indispensabile per le imprese.

Le differenze con i manager d’impresa

Il temporary manager si distingue dai manager d’impresa per l’approccio e la diversa organizzazione del lavoro, che non è di certo stabile né duraturo.

Il temporary manager risponde in modo veloce ed efficace alle esigenze di gestione e opera al fine di rilanciare l’impresa sui mercati. Non solo le grandi imprese, ma anche le piccole e medie imprese ricercano questa figura per espandersi e portare una crescita considerevole negli affari. 

Non conta solo il background professionale, ma anche le caratteristiche essenziali del temporary manager, che sono le seguenti:

  • Attitudine alla gestione del cambiamento e miglioramento continuo, favorito da un atteggiamento aperto che influenza anche la psicologia di tutti gli altri componenti dell’azienda;
  • La capacità di impostare una comunicazione efficace, volta a inviare messaggi chiari ai soggetti coinvolti;
  • Un pensiero strategico che determina l’approccio migliore per implementare e ottenere i maggiori benefici;
  • L’indipendenza nel giudizio, che permette di prendere decisioni in autonomia;
  • L’adattabilità a nuovi scenari e in contesti aziendali diversi.

I temporary manager devono essere capaci di affrontare situazioni di incertezza e di mettere insieme più idee all’interno del progetto.

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La gestione della crisi in azienda

La gestione dei momenti critici in azienda è la causa principale per cui il temporary manager viene assunto dall’imprenditore. Il suo scopo è quello di attuare un cambiamento, di costruire nuove strategie aziendali e di crescita, anche in momenti di crisi aziendali e/o passaggi generazionali.

Il temporary manager è sicuramente capace di adattarsi a nuove sfide e a nuovi contesti, per cui i vantaggi dati dalla sua presenza in azienda sono molteplici e sono di tipo organizzativo, commerciale o finanziario. Spesso gli attori da cui nasce una crisi sono gli stessi proprietari che si ritrovano a dover gestire problemi più grandi di loro. Il temporary manager ha lo scopo di risollevare la situazione di crisi, approcciandosi con psicologia e operatività al problema.

I vantaggi della presenza del temporary manager in azienda

In caso di crisi aziendale, soprattutto nelle start up (di cui abbiamo parlato in questo articolo sulla crescita delle start up), la professionalità del temporary manager può supportare le nuove strategie e interventi. I motivi per cui conviene avere un temporary manager in azienda sono i seguenti: 

  • La capacità di superare crisi manageriali e l’esperienza maturata nell’affrontare le sfide del management. Questa figura non studia solo una strategia dal punto di vista operativo, ma media nei rapporti tra impresa e stakeholder. Nel farlo tiene conto dell’identità, della struttura e dell’organizzazione dell’azienda. Ciascuna, infatti, ha bisogno di un piano d’intervento diverso. Un temporary manager con esperienza e consapevolezza sa valorizzare le differenze in cui opera e trarre vantaggio da esse;
  • Il temporary manager è in grado di implementare la giusta strategia, pianificando e prendendo le adeguate decisioni. Queste possono riguardare la riorganizzazione interna o esterna.

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Quanto dura l’incarico del temporary manager

La durata di un progetto dipende dall’obiettivo finale e dalle attività da compiere. Generalmente la durata è di 6-12 mesi, ma esistono anche progetti più lunghi di 12-18 mesi o più corti, ad esempio inferiori ai 6 mesi. Le modalità con cui viene gestito il contratto sono quelle del rapporto freelance con partita Iva o del contratto come dirigente a tempo determinato.

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