Ogni startup ha una sua storia e una sua mission, ma lungo tutto il percorso dei finanziamenti è possibile individuare delle fasi comuni, alle quali corrisponde un certo livello di rischio e un certo livello di possibilità di raccolta.

Vediamo quali sono le fasi del finanziamento di una startup e come prepararsi al meglio ai vari round di finanziamento.

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Fase 1: Pre-Seed, ovvero finanziare un’idea

La fase di pre-seed viene considerata la prima parte del percorso di investimenti di una startup: questa in genere è la fase in cui la startup, dopo aver lavorato a lungo al progetto e al business model da adottare, si guarda intorno e decide di mettersi in gioco.

È qui che la startup si rivolge a piattaforme di equity crowdfunding o a business angel per reperire i finanziamenti necessari. È molto importante per il founder essere chiaro su come verranno utilizzati i capitali, lavorando ad una strategia di comunicazione che permetta a chiunque di capire quali sono gli obiettivi e come possono essere raggiunti.

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Fase 2: Seed, da un’idea alla realtà

Dopo aver raccolto i capitali per validare il business, la startup comincia ad aprirsi al mercato testando e sistemando il prodotto in base ai feedback che riceve. L’obiettivo principale in questa fase è verificare che il prodotto venga conosciuto e adottato dal target di riferimento.

Per far sì che questo accada è necessario investire nello sviluppo del prodotto o del servizio offerto dalla startup e, allo stesso tempo, nel marketing e nella comunicazione del prodotto.

A differenza della fase pre-seed, qui è il team ad essere in primo piano: dev’essere compatto, competente e ricoprire le aree chiave del business che si sta creando.

team startup

Insieme al business, però, cresce anche il burn rate (il tasso a cui un’azienda sta perdendo denaro) che porta la startup a cercare nuovi finanziamenti per definire un processo di sviluppo ben preciso. In questa fase le assunzioni svolgono un ruolo fondamentale per la crescita e particolarmente importanti sono le figure che riescono a gestire la crescita aziendale e gli investimenti nel settore del marketing e della comunicazione.

La parola d’ordine per superare questa fase è “strategia”, e il modo migliore per riuscirci è cercare le figure professionali strategiche da incorporare nel business.

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Fase 3: Early Growth, si punta sulla crescita a livello nazionale

Cosa succede dopo aver validato il proprio modello di business nel mercato? La startup a questo punto, dopo aver validato il proprio modello di business, ha raccolto una base utenti iniziale, e si prepara ad espandersi a livello nazionale. Infatti, la scalabilità del modello dipende molto anche dal numero di persone che si riescono ad intercettare e dal tasso di conversione.

espandere startup

Nella fase di early growth le startup operano con un pool di utenti che supporta la crescita tramite l’effettivo utilizzo del servizio e grazie al feedback degli utenti stessi. Quindi, fin da subito, è consigliabile tenere traccia delle metriche e dei dati a disposizione, da utilizzare come base per la strategia di comunicazione, sia presente che futura. L’obiettivo è continuare a solidificare le basi del business prima dell’espansione, sia nazionale che internazionale.

Per espandersi correttamente è necessario un ampliamento del team che faccia fronte alla crescita.

Al di là delle singole fasi di finanziamento, l’importante è ricordarsi che il processo di finanziamento di una startup non si conclude dopo un singolo round di finanziamento. Ecco perché bisogna tenere conto di ogni fase cercando di prevedere, per quanto possibile, quanti altri round di finanziamento ci saranno in futuro.