La nostra intervista a tree, abilitatore dell’innovazione guidato da Antonio Perdichizzi e technical partner dell’imminente Milano Digital Week 2020 con HACK for Goals: otto aziende per otto sfide, ognuna legata a uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile e con il patrocinio di UN SDG Action Campaign.

Che cos’è tree e che attività svolge?

Tree è una società di open innovation formata da un team molto giovane con competenze sia trasversali che verticali in diversi ambiti. Svolge, con un focus sempre attivo sull’innovazione, attività di consulenza sull’open innovation, sull’education, attraverso corsi di formazione che hanno approcci e modalità innovative. Ci occupiamo anche di communication e marketing.

La nostra comunicazione ha sempre al centro l’innovazione, sia per quanto riguarda i contenuti che diffondiamo, che i target a cui ci rivolgiamo, che sono attori, protagonisti e stakeholders dell’innovazione.

Tre parole chiave che contraddistinguono tree?

Se ci sono tre parole chiave che contraddistinguono tree, queste sono innovazione, impatto e opportunità.
Sul nostro target costituito da studenti, manager, aziende e startup puntiamo sempre a generare un impatto positivo, creando opportunità, il tutto in un’ottica innovativa. Non abbiamo l’ambizione di cambiare il mondo, ma di migliorarlo, quello sì.

Tra qualche giorno partirà la Milano Digital Week. Tree avrà un ruolo importante in questo evento dedicato al digitale, con gli HACK for Goals. Questo dimostra che la vostra realtà è cresciuta molto nel tempo e dalla Sicilia è arrivata a dire la sua a Milano. Come ci siete riusciti? Quale è stato il vostro percorso di crescita?

Tree nasce nel 2011 ed ha un’accelerazione a metà degli anni ‘10, soprattutto con l’arrivo di clienti importanti che ci hanno visti impegnati su due fronti: open innovation e education.
Con riferimento a quest’ultimo aspetto abbiamo lavorato con la formazione finanziata e abbiamo organizzato dei corsi su discipline non tradizionali.

I nostri corsi riguardano i data science, digital marketing, IoT, coding, quindi 240 ore di formazione con i migliori docenti d’Italia su cui possiamo contare grazie al nostro network di esperti.

Non solo si tratta di opportunità formative gratuite per i talenti che le seguono, ma ci sono anche concrete opportunità di collocazione in azienda, infatti ci occupiamo anche di attività di placement.

milano digital week 2020

Per quanto riguarda il fronte open innovation, abbiamo coordinato e portato avanti diversi programmi di accelerazione. Poi abbiamo costruito la nostra robusta esperienza relativa all’incubazione, ai programmi per startup e di open innovation che mettono in contatto le corporation con le startup.

Con la nostra comunicazione raccontiamo tutte queste attività, ci facciamo conoscere, intercettiamo nuove opportunità.

Poi abbiamo cominciato a fare gli hackathon e ci siamo sempre più specializzati in questo ambito.
Così siamo arrivati ad affermarci a livello nazionale e oggi possiamo dire di essere forse il primo player in Italia nel settore.

Cosa è un hackathon e che significato ha in questo momento di emergenza? Insomma, serve a qualcosa?

Si tratta di una maratona di innovazione che vede impegnati dei team di innovatori, di talenti, profili più hard, oppure di design e comunicazione, uniti in maniera eterogenea per rispondere alle sfide che sono lanciate da aziende o soggetti che promuovono l’iniziativa.

Questi fanno un need assessment di innovazione da cui viene fuori la sfida che vede a lavoro i team per due giorni.
Per noi che li organizziamo da diverso tempo sono degli strumenti eccezionali per fare open innovation sia per le aziende, sia per far emergere i talenti dell’innovazione.

Inoltre si tratta anche di un modo di fare comunicazione, perché coinvolgono molte persone e creano interesse intorno ai brand, e ci hanno portato tanti nuovi contatti e clienti.

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Come si fa un hackathon che prevede la partecipazione di così tante persone adesso che non è possibile organizzare eventi fisici?

Noi abbiamo subito switchato dagli hackathon fisici a quelli online, come quelli che abbiamo organizzato con Scai Comunicazione e come saranno quelli della Milano Digital Week.
Non abbiamo avuto particolari problemi, anzi tutti gli eventi sono riusciti molto bene e ci hanno dato grandi soddisfazioni.
Grazie al digitale siamo riusciti ad organizzarci in maniera assolutamente efficace.

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A che punto è l’open innovation in Italia?

Devo dire che nel nostro Paese sono in pochi a realizzare programmi di open innovation.
Con tree cerchiamo di offrire questa opportunità sia alle aziende strutturate che alle startup, e negli anni siamo riusciti a coinvolgere migliaia e migliaia di realtà innovative.
In questo contesto abbiamo realizzato mentorship, percorsi di formazione, progetti POC con imprese come ABB.

Perché partecipare agli Hack della Milano Digital Week organizzati da tree?

Le opportunità per chi partecipa ad un hackathon sono per tutti, sia per le aziende che per i talenti.
Innanzitutto sono un modo per fare networking, le corporate possono raggiungere i propri goals grazie ai talenti migliori.
I partecipanti hanno l’opportunità di lavorare e di confrontarsi tra di loro, anche se sono apparentemente distanti, magari per età e competenze.

Hack for Goals

Abbiamo visto team composti da geniali ventenni ed altrettanto geniali cinquantenni e vi assicuro che è un mix esplosivo, perché viene fuori un confronto ricco di spunti e di ottime soluzioni.

Inoltre, i goals e le aziende che ci saranno a Milano sono davvero incredibili. Parliamo di Accenture, BlackRock, Cisco, Fastweb, Novartis, Open Fiber, Pulsee e Snam.
E poi gli hackathon, se ci pensiamo, sono un bel modo di negoziare il futuro con le grandi multinazionali.

Tree come si sta preparando al mondo nuovo che tutti, più o meno consapevolmente, stiamo costruendo in quest’ultimo periodo?

Noi come tree abbiamo puntato innanzitutto sullo smart working senza particolari problemi, anzi abbiamo continuato le nostre attività come sempre.
Siamo sicuri che questa crisi potrà regalarci un mondo più sostenibile, dal punto di vista anche del lavoro.

Fare in tutte le aziende, e anche nella PA, smart working almeno due giorni alla settimana avrebbe un impatto molto positivo sull’ambiente e sulla vita delle persone, ma anche sull’economia, con un notevole risparmio di risorse.
Perché questo funzioni occorre ingegnerizzare tutto il sistema, ovvero organizzare il tutto in maniera scientifica e sistematica.

In questo modo, anche se da una pandemia, possiamo davvero avere l’opportunità di migliorare noi stessi e il mondo.
Noi di tree ci crediamo anche perché lo facciamo da sempre, per noi questa è l’occasione di rafforzare la nostra vision ed andare avanti con convinzione e determinazione verso i nostri obiettivi.