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Il contratto di franchising è un documento legale vincolante che stabilisce termini, metodi e condizioni dell’accordo tra il franchisor e il franchisee. Esso varia a seconda del tipo di attività, ma in linea di massima le regole di base sono invariate per i tipi più comuni di contratti di franchising.

Essendo un documento legale vincolante, il contratto di franchising definisce aspettative, obblighi, permessi e restrizioni a cui sono soggetti sia il franchisor che i franchisee.

Nel documento sono inclusi anche gli accordi di tipo finanziario, quindi le specifiche sulle commissioni che il franchisee paga al franchisor.

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Come funziona

Le parti coinvolte dal contratto di franchising sono il franchisor, ovvero la casa madre, e il franchisee, l’affiliato. Attraverso la stipula del contratto di franchising, essi attivano una collaborazione volta alla vendita di prodotti o servizi.

Prima di concedere i diritti per aprire altri punti vendita, la casa madre porta sul mercato quei prodotti o servizi e li testa, consolidando il brand e rafforzando il business.

Ogni contratto di franchising deve necessariamente includere al suo interno tutte le disposizioni fondamentali dell’accordo, ovvero:

  1. Il territorio in cui si opera ed eventuali diritti di esclusività
  2. Le operazioni con cui i franchisee sono tenuti a gestire i punti vendita
  3. La formazione e il supporto continuo offerto al personale del franchisee
  4. La durata del contratto di franchising
  5. La tassa di franchising iniziale sul diritto di utilizzo del marchio
  6. Le royalties del franchisor, generalmente continue e che rappresentano una percentuale delle vendite totali pagate su base mensile
  7. L’utilizzo del marchio e tutto ciò che è relativo all’immagine del brand
  8. La pubblicità e il marketing incluse nei costi pagati dai franchisee
  9. I diritti di rinnovo e di fine contratto, incluse le clausole correlate
  10. Le strategie di rivendita dei punti vendita per permettono al franchisor di riacquistare il franchising.

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Regole sui contratti

Con un contratto di franchising un punto vendita in franchising è autorizzato e ha tutti i diritti di riutilizzare le risorse di un brand di franchising per uno specifico e definito lasso di tempo. Queste regole lasciano poco margine di scelta e di errore.

Ad esempio, è permesso di usare solo ciò che è esplicitamente indicato nel contratto e questo serve a garantire la continuità del marchio e a sostenere gli standard del franchisor in modo coerente in ogni parte del mondo.

Per legge, l’accordo di franchising deve essere fornire ai franchisee prima della firma dell’accordo e di norma deve contenere:

  • Le informazioni di base sul franchisor
  • Le informazioni sul finanziamento, incluse le stime dell’investimento iniziale
  • Gli articoli a cui un franchisee ha diritto
  • Il territorio dato “in affitto” al franchisee.

Sebbene i contratti di franchising siano differenti da un paese all’altro e da un settore all’altro, ci sono alcuni elementi che sono uguali e accomunano quasi tutte le forme di accordo:

  • La tassa di franchising pagata dal franchisee al franchisor
  • Il marchio che il franchisee può utilizzare
  • Un sistema di marketing e pubblicità per promuovere l’attività.

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Fee e royalties

L’adesione ad una catena in franchising comporta il diritto di entrata detto fee d’ingresso che l’affiliato devolve alla casa madre. Questa tassa viene concessa una tantum alla stipula del contratto di affiliazione e il suo valore economico dipende da numerosi fattori, come il tipo di servizi o beni offerti, dalla formazione dei dipendenti e dalla notorietà del brand.

Ovviamente, i costi dell’apertura di un franshising sono minori rispetto a quelli che riguardano l’apertura di un’attività in proprio partendo da zero. Un punto vendita in franchising non ha spese dall’arredo del locale, non deve fare esperienza perché viene formato dalla casa madre e non deve preoccuparsi di far conoscere il brand perché tutto questo lavoro è stato già fatto dall’azienda.

L’unica spesa che il franchisee deve versare al franchisor riguarda le royalties che vengono corrisposte con caduta mensile, o con un canone fisso oppure come percentuale sui guadagni delle vendite. A volte non sono previste royalties se la casa madre ottiene già un guadagno sulle vendite dell’affiliato.

Vincoli e obblighi

L’affiliato non può trasferire la sede del punto vendita senza il consenso della casa madre e non può divulgare i contenuti del contratto pattuito con essa.

D’altra parte, sia il franchisor che il franchisee devono comportarsi con lealtà e correttezza, e l’affiliante deve comunicare alla casa madre ogni notizia o avvenimento che possa essere rilevante e importante per l’attività.

Conclusioni

Se stai pensando di aprire un punto vendita in franchising devi metterti in contatto con la casa madre per ottenere tutte le informazioni riguardanti la commercializzazione del loro prodotti o servizi. Potrai così essere informato sulle sue condizioni di affiliazione e fare tutte le valutazioni del caso prima di portare a termine la tua scelta.