Lo scenario in cui stiamo vivendo nelle ultime settimane è ormai tristemente noto a tutti: la situazione è emergenziale, la pandemia da coronavirus sta piegando il Paese e a catena tutte le attività coinvolte nei settori produttivi che sostengono la nostra economia.

Tra le misure da prendere adesso e più che mai in fretta per tamponare le perdite di fatturato che interessano tutte le aziende di ogni grandezza e tipologia c’è bisogno di ripensare completamente le modalità di approccio alla domanda del mercato. Se le abitudini dei consumatori stanno cambiando in maniera repentina ancora una volta, per evitare di perdere definitivamente i propri clienti c’è solo una missione importante che ogni imprenditore può compiere in questo momento: adattarsi all’evoluzione in atto e trasferire la propria attività nel segmento della vendita online.

Perché è il momento giusto per aprire un e-commerce

Le ragioni fondamentali per avviare un negozio online in questo momento di emergenza globale sono molteplici ma puntano tutte verso la stessa direzione: salvare la propria attività da ulteriori perdite economiche e ottimizzare tutte le risorse disponibili per riuscirci.

Aprire un e-commerce ai tempi del coronavirus è l’unica soluzione che in questo momento può aiutare piccoli e medi imprenditori a uscire dalla crisi per recuperare fatturato e clienti nel più breve tempo possibile.

Scopriamo insieme perché!

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Verso il drive-to-online-store: le opportunità di vendere online con l’e-commerce

Nell’ultimo periodo, in parallelo alla chiusura forzata di moltissime aziende e attività commerciali imposta dai decreti governativi, si è verificata la prevedibile e conseguente esplosione organica del traffico online verso tutte le piattaforme di vendita. In questo senso l’e-commerce è diventato ancora di più, e in pochissimo tempo, una valida strategia alternativa – l’unica, attualmente – per assecondare i cambiamenti nel comportamento d’acquisto dei consumatori durante l’emergenza da coronavirus.

Di questi, molti si sono affacciati al mondo degli acquisti online per la prima volta e spinti da esclusiva necessità: seppur temporaneamente, l’aver dovuto rinunciare ai canali fisici tradizionali per comprare prodotti o servizi in un momento di emergenza, ha spinto anche gli utenti meno avvezzi all’online ad approcciarsi e a scoprire i vantaggi offerti dal commercio elettronico.

In attesa di poter tornare alla normalità, pur consapevoli del fatto che anche il concetto stesso di ‘normalità’ subirà un netto cambiamento dopo l’esperienza del coronavirus, approfittare adesso dell’apertura alla multicanalità è un’opportunità da cogliere al volo.

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Aprire un negozio online in poco tempo: a cosa fare attenzione

Se avviare un e-commerce in tempi di crisi come quella attuale è sicuramente la mossa giusta da fare per salvare la propria attività, è altrettanto vero che non vanno sottovalutati alcuni rischi, in particolar modo nella fase di gestione iniziale del progetto. Mai come adesso c’è bisogno infatti di ridurre tutti i possibili margini di errore e di ponderare le azioni da intraprendere.

Vediamo allora cosa devono fare brand, professionisti e aziende per trarre vantaggio dall’apertura del proprio negozio online.

  1. Pianificare una strategia di marketing

Prima ancora di mettere in piedi un e-commerce è necessario pensare a una strategia di vendita che possa incentivare l’acquisto online dei clienti, nuovi oppure attuali ma da “convertire” all’online. In questo senso, per generare e spingere traffico al negozio online c’è bisogno di pianificare una serie di azioni utili a dirottare le future vendite e i futuri acquisti sul web.

  1. Investire senza risparmiare sui costi

Aprire un negozio online è un’attività che può essere gestita autonomamente oppure affidandosi a un fornitore: in entrambi i casi, sebbene sia giusto e opportuno rimanere oculati nelle spese, è sconsigliabile cercare di risparmiare e lasciarsi tentare dagli investimenti facili, soprattutto quando si tratta di acquistare servizi di hosting. Il rischio è di ritrovarsi ben presto con una piattaforma inefficace e inadeguata a reggere l’entità dell’attuale traffico web.

  1. Personalizzare l’esperienza utente

Puntare sulla conoscenza degli utenti e del loro customer journey è indispensabile per offrire una personalizzazione dei contenuti durante la navigazione dello shop online ma anche per intervenire tempestivamente con eventuali miglioramenti da apportare, come in presenza di carrelli abbandonati. Lo è ancora di più quando l’utente da coinvolgere proviene da modalità di acquisto tradizionali.

  1. Fidelizzare la clientela con i canali giusti

Trasformare gli utenti in clienti abituali del proprio negozio online richiede un intervento mirato sui canali più congeniali ad ogni tipologia di consumatore: newsletter o campagne di sms, piuttosto che le piattaforme social, saranno in certi casi gli strumenti privilegiati per restare in contatto con il proprio target sia in fase di acquisizione che di retention, soprattutto per i clienti che fino a ieri acquistavano offline.

  1. Sondare l’esperienza di acquisto

Considerando che buona parte del traffico web, da adesso in poi, vedrà sempre più protagonisti anche i clienti che fino a ieri erano soliti acquistare esclusivamente nei negozi fisici, sarà importante preoccuparsi di chiedere e ricevere dei feedback dopo ogni eventuale acquisto. Questo per comprendere il grado di soddisfazione dell’esperienza ed intervenire laddove necessario proprio come succederebbe fuori dal mondo virtuale.

I trend dell’e-commerce per il 2020

Per capire davvero quanto sia importante, adesso, pianificare e organizzarsi per investire sull’e-commerce dal momento che i canali classici della distribuzione sono completamente azzerati, è utile fare riferimento a qualche dato numerico esemplificativo.

Nel nostro Paese, allo stato attuale, solo 4 imprenditori su 10 hanno un sito web. I consumatori online sono circa il 62% della popolazione, ovvero circa 38 milioni di persone che secondo le previsioni di Statista entro il 2023 raggiungeranno molto probabilmente quota 41 milioni.

Nel solo 2018 il valore del fatturato per l’e-commerce è stato stimato in 41,5 miliardi di euro.

Allargando un po’ lo sguardo, secondo Oberlo saranno 2,05 miliardi le persone che acquisteranno online nel 2020 e 2,14 miliardi quelle che lo faranno nel 2021. Secondo le previsioni più a lungo termine condotte dal Nasdaq, invece, entro il 2040 il commercio elettronico globale raccoglierà fino al 95% degli acquisti.

Questi dati sono antecedenti alla fase senza precedenti che stiamo attraversando, ma comunque recenti e indicativi di una tendenza inconfutabile che interessa il futuro di tutti gli “imprenditori digitali” di oggi e del domani: non c’è più tempo per aspettare o rimandare, puntare sull’e-commerce adesso è l’unica chiave di volta per non rimanere fermi e salvarsi dalla crisi.

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